ASSEMBLEA NAZIONALE RICCIONE 20/21 OTTOBRE 2016 Relazione di Lena Gissi

 

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Saluto di Monica Barbolini, indicata come presidente dell’assemblea

Saluto ad Anna Cicognani da parte delle Segreteria Nazionale

 

A partire dall’Assemblea del 27/28/29 giugno a Silvi Marina, quando ci preparavamo ad affrontare il peggio,  nessuno immaginava il ferragosto rovente che abbiamo trascorso.

Dobbiamo avere la capacità di leggere ciò che costruiamo insieme, abbiamo raccolto proposte, messo insieme le riflessioni e concluso con un documento con gli impegni e una serie di interventi mirati per segnare un percorso. Subito dopo abbiamo convocato un consiglio generale il 27 luglio per dar corpo al percorso che non era né semplice né facile.

Il documento contiene una storia fatta di nostre esperienze, ma non si deve interrompere, segna in modo preciso la coerenza delle nostre scelte. Rileggendolo ho visto che abbiamo già dato attuazione ad alcuni impegni, non abbiamo trascurato il contesto. Non siamo fuori dal contesto. Parlare di ambiente di contesto, di clima di relazione di rapporti. Discutere di come stare bene e far stare bene altri all’interno della nostra scuola. L’argomento è piuttosto difficile in questo momento.

Dai giornali: Meno 14.000 nati. Disoccupazione, povertà diffusa nel mondo, più di un milione di minori senza certezze. Quei poveri quei giovani che dobbiamo trovare la maniera di trattenere a scuola, devono avere la possibilità di formarsi per rimanere nel contesto sociale. Noi ci rivolgiamo a questa platea. Poi girando il giornale abbiamo Renzi con moglie e gossip . l’Immagine, il gesto, la comunicazione visiva prevarica il contenuto e svia dai veri problemi. Il 27 parte la lettera di richiamo per l’italia, le misure economiche prese non sono sufficienti per cui l’Europa non manda segnali favorevoli e a fronte di tutto questo la discussione del mondo politico è paralizzata dalla campagna sul Referendum. I veri temi, il lavoro sono passati in secondo piano.

 

La Cisl Scuola non prende una posizione specifica sul Referendum per rispettare l’autonomia di ognuno a valutare nel merito. Le necessità, i problemi oggi pressanti rimarranno anche dopo il 5 dicembre sia che vinca il SI sia che vinca il No.

Siamo in grado di valutare, di leggere e individuare tra i protagonisti dell’uno e dell’altro fronte persone credibili e persone non credibili. Spero quindi di non affrontare ancora discussioni sul referendum.

Abbiamo affrontato una serie di questioni, in questi giorni si osserva una lotta tra il pensionato che ha diritto a recuperare la quattordicesima e un lavoratore che ha il contratto bloccato da anni.

L’accordo sulla previdenza si è tradotta in un intervento spostato molto sul versante della previdenza. Per noi è importante il metodo. Aprire un tavolo ora con un governo disinteressato non è probabilmente molto utile. Non porta consenso portare il governo in questo momento ad un tavolo sindacale sulla previdenza. C’è stata una volontà di andare ad individuare nell’arco costituzionale alcune voci, alcuni soggetti che hanno attenzionato i problemi, hanno compreso che si poteva agire diversamente ed aprire una discussione con le parti sociali. Questo ha portato alcuni risultati non trascurabili, ha considerato le diversità che la Fornero aveva appiattito completamente senza nessuna distinzione.

Con questa proposta che non è definita perché ancora deve essere approvata la legge di Bilancio, però è nato un modello per cambiare di fatto la Fornero. E’ quindi questione di metodo, attraverso il tavolo andiamo a modulare gli aspetti più rigidi di una legge che l’Europa non ci permetterebbe di annullare. E’ introdotta la diversità: lavoro gravoso, docenti dell’infanzia, lavoratori precoci, lavoratori che assistono disabili ecc.

Diamo a questo valore la forza dell’entusiasmo, importante è stata l’azione fatta dalla Cisl, discreta ma sicura verso l’obiettivo. La firma è il risultato di un patto che ha un valore. Il patto è fatto anche di rapporti e relazioni tra persone. Invece si sta superando questi idea in omaggio all’idea più vasta di contratto impostata sullo scambio, faccio e mi devi dare e se faccio di più mi devi dare di più. Non dobbiamo cadere in questo tranello. Il prossimo rinnovo contrattuale sarà veramente diverso e diversificato.  però dovrà avere a monte un patto: il rispetto delle relazioni e prima di tutto delle relazioni sindacali. Su questo siamo decisi ad agire.

Tornando al metodo, per arrivare ad una tavolo tecnico occorre costruire passo, passo, giorno dopo giorno creando le condizioni in tutti i luoghi e in tutti i contesti. Ringraziamo quanti sul territorio hanno fatto pressione interloquendo con il mondo della politica per far arrivare il pensiero Cisl ed il segnale che lo scollamento con la scuola stava arrivando oltre. C’era una condizione di insostenibilità per il paese. Chi ha contattato la politica ha potuto far notare che il sindacato aveva ampiamente messo in guardia su quanto sarebbe successo a seguito delle decisioni frettolose e superficiali della legge 107.

Al ministero abbiamo trovato qualche disponibilità. La legge di bilancio ovviamente condiziona le risorse, però è cominciato quel rapporto di reciprocità che ha stabilito una relazione.

Non possiamo pensare di affrontare il problema delle assunzioni senza tener conto di quanto è successo negli ultimi 10 anni. Non è  vero che non possiamo assumere al nord per mantenere i posti al sud. Sappiamo che la denatalità colpisce soprattutto il sud e chi ha bisogno di lavoro si sposta verso le grandi città del nord. Certo al sud qualcuno dimentica completamente che la scuola può essere luogo di riscatto sociale, che non sarebbe male che i bambini avessero tempo pieno e scuole dell’infanzia, certo mancano le strutture: mensa, ecc.

Le istituzioni locali che ancora si eleggono direttamente devono essere coinvolte in questo percorso di attenzione verso la scuola anche perché ogni cittadino è un genitore, un nonno ecc. a loro dobbiamo rivolgerci per fare massa critica e richiamare le istituzioni ai loro doveri soprattutto quelle che fino ad oggi hanno rubato ed utilizzato impropriamente i fondi europei.

L’opinione pubblica pensa che la scuola sia un fallimento perché non è capace di dare pieno diritto di cittadinanza ad un alunno che la frequenta. Noi ci battiamo ogni giorno anche nelle micro relazioni della consulenza. E questo ci deve aiutare molto e deve impegnarci in campo nella nostra scuola per un miglioramento che si attua attraverso un’alta professionalità e consapevolezza del ruolo che si difendono con il contratto, un nuovo contratto.

Le risorse proposte propongono un aumento di 9 euro circa…..non c’è discussione sull’atto di indirizzo per capire qual è il limite della legge nei confronti del contratto a partire da Brunetta fino alla legge 107. Se non individuiamo questi spazi non andremo molto lontano.

Il 2 novembre incontriamo Giannini che vuole intestarsi l’atto d’indirizzo sul contratto che sarà il primo del comparto della conoscenza. Mancano però le linee guida del governo.

Sarà sicuramente per noi il primissimo obiettivo, stiamo lavorando su una piattaforma unitaria con difficoltà; se facciamo un percorso di rivendicazione vediamo grandi difficoltà il fondo disponibile è di 1 mld e novecento milioni con possibilità di spostare le poste che oscillano tra Alfano e la Madia.

Potremo proporre una mobilitazione come forma di comunque forte pressione prima dell’approvazione della legge di bilancio.

Nel frattempo continuiamo la collaborazione con il Ministero. Ci sono 25.000 posti docenti, non ci sono ancora i numeri dei posti ATA.  Ci sarà poi l’iter parlamentare prima dell’approvazione all’interno del quale potremo inserire alcune proposte.

Poi la mobilità 17/18: abbiamo chiesto immediatamente l’apertura di una discussione di carattere tecnico politico fin da subito per non arrivare alla fine col ritrovarci ancora nell’attuale situaizone.

Abbiamo chiesto il rifacimento delle operazioni che non ha trovato riscontri positivi

Contestualmente abbiamo in corso un contenzioso in quanto la consegna dell’algoritmo privo del codice sorgente non ha permesso la verifica reale  degli errori.

Abbiamo poi in esser un altro ricorso che impugna totalmente le procedure al TAR e chiede l’annullamento totale. Ovviamente si tratta di percorso delicato perché rimette in gioco tutte le posizioni attribuite. Avremo una quota di soddisfatti e un’altrettanta quota di non soddisfatti. Dobbiamo però difendere l’esigibilità del contratto che ovviamente è difficile da spiegare a chi si ritrova con un cambio sede non gradito.

Saranno poi inseriti attraverso i ricorsi anche i titolari di TFA/PAS.

Dobbiamo affrontare il problema ricorsi insieme, non possiamo essere ostaggio del bisogno individuale, ma fare un discorso ampio e coerente. Altrimenti ci ritroveremo a rappresentare i nostri iscritti contro i nostri iscritti.

Su alcuni temi occorre prendere decisioni molto chiare, ciò non toglie che si possano indicare singoli percorsi che gli iscritti possano seguire in autonomia.

 

 

Il 26 ottobre ricevo i precari in sede nazionale per presentare loro chiare posizioni rispetto ad una graduatoria che deve essere aperta e sicura. Non possiamo pensare che sia la magistratura a regolamentare queste cose, non possiamo sopportare che entrino a scuola persone che non sanno nemmeno scrivere in italiano anche perché non hanno mai insegnato.

Se pensiamo di rappresentare l’area dei lavoratori che nella scuola hanno esperienza ci dobbiamo prima costruire a livello territoriale una platea che ci segua sulla nostra linea di valori e di coerenza. Non possiamo trasformarci in esecutori di ricorsi.

Dalla giornata delle RSU del giorno 7 settembre sono pervenuti in segreteria nazionale tanti documenti molto molto interessanti. Su First Class sarà aperta una Conference con tutti questi documenti che dovranno essere socializzati a tutti.

L’attività sindacale non si richiude solo nella consulenza, non dobbiamo vivere solo nella consulenza. Importante anche costruire una serie di percorsi che raggiungano coloro che non vengono per la consulenza, ma sono interessati alle iniziative di spessore.

Dobbiamo essere vicini a quei gruppi di persone che più vivono nella difficoltà di dare attuazioni a nuove richieste e richiedono supporto anche di carattere pedagogico.

Incontrando i Ds ad Avellino ho detto le stesse cose che sto qui ripetendo. Dobbiamo cogliere tutte le occasioni per confrontarci, dobbiamo essere informati su quanto sta succedendo non apprenderlo dai giornali o dai media.

Il Congresso 2017 celebrerà i 20 anni di Cisl Scuola. Sarà un momento importante e straordinario. Dovrà essere un congresso generativo e qualitativamente importante, metterci nella condizione di sentirci molto più forti in termini di appartenenza. Dobbiamo fare un “cambio di passo”

Dovremo promuovere, guardare oltre la dirigenza, essere capaci di investire e di guardare alla nostra scuola possibile a quella della passione. Così come anche il nostro lavoro sindacale si caratterizza proprio attraverso la dedizione e la disponibilità oltre alla capacità di collegialità che va oltre.

Salutando Anna Cicognani mi sono riferita a lei come ad un Modello che ha saputo costruire relazioni positive e produrre risultati nella massima semplicità. Non deve mancare la solidarietà, non deve esserci prevaricazione, ma attaccamento all’organizzazione che non lascia nessuno mai a meno che non sia egli stesso a voler lasciare.

Invito tutti a parlare e prendere parte attiva alla discussione